Francesco Raimondi parla del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

In vista della stesura definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile, Francesco Raimondi presidente di Value Target, dichiara quanto segue:

 

È la più grande opportunità per gli imprenditori illuminati; è un piano che va ben oltre il rilancio economico, è una vera e propria rivoluzione che sarà tale se e solo se verranno definite regole chiare ed incontrovertibili”

 

Questo è un intervento, che si propone di contrastare la crisi economica italiana, puntando su:

  • Piano Transizione 4.0 à 13,97 miliardi di euro;
  • Digitalizzazione in banda larga e nuove tecnologie sia per le imprese che per la macchina statale
  • Economia circolare e sostenibilità à 29,05 miliardi di euro;
  • SIMEST e internazionalizzazione del Made in Italy à 1,95 miliardi di euro.

Diversi sono gli aspetti da prendere in considerazione affinché il piano risulti efficace:

  • La leva finanziaria, che deve prevedere incentivi fiscali di immediata fruibilità attraverso la forma del Credito d’Imposta, che consente il rimborso fiscale al sostenimento / rendicontazione dei costi;
  • La trasformazione della filosofia imprenditoriale, ora più che mai i titolari d’Impresa devono comprendere che lo sviluppo della propria azienda deve essere orientato ad aspetti quali l’Economia Circolare, il Green, l’Internazionalizzazione (Simest) e la Transizione 4.0 (innovazione, digitalizzazione e automatizzazione) al fine di aumentare la redditività attraverso una maggiore competitività sui mercati esteri; il fine ultimo deve essere quello di consentire la programmazione e la realizzazione di programmi di investimento a medio / lungo termine.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve consentire alle Aziende italiane di accedere a una platea di consumatori sempre più attenti al benessere del pianeta e contestualmente alla realizzazione di prodotti / soluzioni sostenibili.

Per le imprese italiane diventa dunque essenziale cogliere tutte le opportunità fornite dal Legislatore, tramite:

  • Impostazione di una corretta valutazione dei contesti aziendali;
  • Definizione di una puntuale pianificazione almeno triennale delle misure messe a disposizione;
  • Studio di un bundle di misure in grado di utilizzare al meglio gli incentivi fiscali in un approccio complessivo a 360°.

Un ulteriore punto di riflessione riguarda la necessità di chiarezza e di programmazione degli investimenti affinché non si creino distonie con gli enti preposti al controllo dei costi.

L’auspicio è che il legislatore italiano definisca in modo chiaro e lineare le norme che dispongono la gestione di questi fondi, evitando di ripetere gli errori commessi nel passato, dove è già accaduto che gli enti preposti alla gestione della norma rilascino interpretazioni  agevolative (spesso anche con effetto retroattivo) che costringano le imprese a rivedere il proprio programma di investimenti. Questo approccio sta innescando una lotta tra le Istituzioni e gli imprenditori a scapito dello sviluppo aziendale.

Francesco Raimondi prosegue la sua riflessione dicendo:

“Mi auguro, invece, che il legislatore fornisca innanzitutto fiducia alle imprese attraverso queste nuove misure, definendo regole chiare e immutabili che non portino a disincentivare gli investimenti a medio-lungo termine”.

Si dovrà operare in modo diligente e rigoroso, il Professor Draghi ne sarà garante. Se si stabilisce un regolamento, questo dovrà proseguire sino al 2026 in maniera puntuale così che consenta alle aziende di fare investimenti secondo programmazioni concrete e reali.

La realtà dei fatti a cui oggi gli imprenditori in Italia sono abituati è che gli enti preposti come Agenzia delle Entrate, MISE, MIUR interpretino le regole in base alle esigenze politiche del momento complicando la crescita delle Imprese e limitando i progetti a lungo termine.

Francesco Raimondi conclude lanciando questo messaggio:

“C’è bisogno che il legislatore fornisca certezze alle aziende italiane e agli investitori stranieri nel lungo termine. Questo da nord a sud, sottolineo SUD, dove ci saranno misure speciali a cui avrei preferito un presidio nazionale attento affinché non ci siano sprechi di risorse senza limitazioni territoriali.  Abbiamo la possibilità di rilanciare l’intero sistema Paese,  non sprechiamo questa occasione.”



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